venerdì 19 agosto 2005

Sorriso interiore come meditazione



C’è una meditazione assai semplice ed alla portata di tutti: sorridere. E’ una pratica facile, tutti possono sperimentarla senza sforzo. Nello stesso tempo è una pratica avanzata: provate a stare con il sorriso interiore per un lungo tempo e dovrete confrontarvi quasi subito con la mente che vuole andare per conto suo.

La voglio spiegare qui perché chiunque, anche chi dubita di poter o voler mai fare meditazione (per pregiudizi, sfiducia in se stesso ecc.) può ugualmente provarla e trarne vantaggi, non solo mentali ma anche fisici. E’ infatti risaputo come la maggior parte – se non tutti- dei nostri malanni, sia di origine psico-somatica. Perciò provate questa pratica e risparmiate quelle 200/ 300.000 lire che spendereste per pratiche simili presso qualche guru new-age.



Sedete comodamente con la schiena dritta e la lingua al palato, dietro i denti. Respirate profondamente per sette volte, notando il su e giù del respiro ed associandovi una parola di vostra scelta che vi crea sicurezza, fiducia in voi stessi e tranquillità: Bud-dho, oppure pa-ce, Ge-sù o quello che preferite. Dopo questo, continuate per un po’ ad osservare il su e giù del respiro.
Assumete un atteggiamento di ‘giusto orgoglio’, come diceva Thubten Yesce, come foste già una divinità o un Buddha e, appunto come in un’immagine del Buddha, sorridete lievemente. Per farlo concentratevi sulle labbra, sentitene le sensazioni, e notate le ripercussioni nel vostro corpo e nella vostra mente.

Tutto qui.


Se volete approfondire la pratica, sorridete ai vostri organi interni, riempite gradualmente il corpo di sorriso- che probabilmente si manifesterà nella vostra mente come un tipo di chiarore o di luce- ed immaginate che anche il corpo ed i suoi singoli organi sorridano. Nel contempo non perdete la consapevolezza delle vostre labbra sempre atteggiate a lieve sorriso (potete pensare alla Gioconda).



Dopo aver riempito corpo e mente di sorriso, rilassando il corpo ed il viso, pensate ad una o più persone che vi hanno fatto del bene, visualizzatele e sorridete loro. Immaginate che anch’esse sorridano. Visualizzate poi qualcuno verso cui siete relativamente indifferenti. Sorridete ed immaginate il sorriso di questo qualcuno. Fate lo stesso con una persona ostile o per cui non riuscite a provare simpatia, poi verso il mondo animale, così pieno di sofferenza ed infine verso tutti gli esseri del mondo.

Un passo ancor più avanti è quello di irradiare il sorriso: prima nello spazio in cui vi trovate, poi fuori di esso, infine verso tutto il mondo e l’universo. RESTATE COSI’ CONCENTRATI NEL SOLO SORRISO IRRADIANTE. Sentite sparire i confini del corpo e divenite l’irradiazione.

A questo punto siete di fatto una divinità ( o un Buddha), irradiazione di amore e compassione per tutti gli esseri.

Se la meditazione in questo modo riesce bene, concentratevi sulla bella sensazione che provate, fisica e mentale e permeatene tutto il corpo. Questa è la base del primo jhāna/ dhyāna. Ma non pensate a questo o a voler ottenere qualcosa. Voi semplicemente fate il vostro esercizio, semplicemente sorridete!

Portate questa pratica nella vostra vita quotidiana. Di fronte ad ogni situazione ricordatevi di sorridere.

E’ CONSAPEVOLEZZA!

Le sedute comuni di Meditazione si svolgono ogni sabato pomeriggio, dalle 15, 30 alle 16,30 circa, a S. Andrea di Compito (Lucca) - Via della Torre 9.
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CHIUNQUE E’ BENVENUTO
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