UNA VIA IMPERSONALE CON CUORE?
venerdì 6 gennaio 2023
venerdì 7 maggio 2021
COVID, VISIONE PROFONDA, LIBERAZIONE DELLA MENTE
Ieri sera ho avuto una discussione sulle vaccinazioni anti-Covid. Per non appiccicare etichette definirò la persona con cui ho avuto questa discussione come un familiare. Tutto è nato da una mia osservazione riguardo a un assembramento di persone in un bar di Lucca da cui ho tratto la conclusione che alla fine dell’estate ci ritroveremo con una nuova ondata pandemica. L’altra persona ha contrastato questa mia osservazione, asserendo, se ricordo bene, che, uno non era detto e due che allora a cosa servivano i vaccini? Premetto che io sono vaccinato e l’altra persona si rifiuta di fare la vaccinazione. Non voglio qui falsificare la sua opinione, perciò non entrerò nelle sue ragioni. Basti dire che la discussione è partita piano piano, poi accelerando e divenendo sempre più accesa fino a sfiorare (ebbene sì) punte di avversione reciproca. Sfiorare, sia chiaro. Dirò quali erano le mie ragioni non per sopraffare quelle dell’altra persona, ma perché le ricordo meglio. Sostanzialmente dicevo che l’esperienza inglese ci dimostra, empiricamente, come la vaccinazione di massa porti a livelli minimi la presenza del covid e che anche qui in Italia i milioni di già vaccinati stanno riducendo il numero dei contagi che pure resta ancora alto. Mi veniva obiettato che la riduzione dei casi è dovuta alla bella stagione, come ha dimostrato l’esperienza dell’anno passato, e che se il covid, come dicono, ritornerà verso il prossimo autunno-inverno, a che scopo vaccinarsi? Corro il rischio, e lo so, di falsificare le sue posizioni ma quello che mi interessa adesso non è capire chi avesse ragione, quanto il notare come nel climax della discussione sempre più ci scaldassimo. Quando ci siamo lasciati con uno sforzo (reciproco) di non arrivare a punte più estreme, ricordo di avere detto: “Certo che è un argomento divisivo!” . Andando verso casa riflettevo su questo e su un mio certo risentimento (sono onesto su ciò) , immaginando che anche l’altra persona provasse la stessa cosa. ‘Dormiremo?’ . Mentre guidavo, riaffiorava in me un po’ della pratica di Metta, cioè la meditazione di benevolenza, cercando di smussare le nostre reciproche asperità. ‘Forse abbiamo una parte di ragione tutti e due’ mi sono detto. E comunque percepivo, anche se in maniera un po’ offuscata, la VERITA’ DELLA SOFFERENZA LEGATA AI PUNTI DI VISTA ED ALLA LORO DIFESA. Ho continuato a pensarci, cercando appunto di vedere le reciproche ragioni, e questo mi ha portato un po’ più di calma. Ciò nonostante, confesso di avere fatto un po’ di fatica ad addormentarmi. E conoscendo l’altra persona, penso che anche per lei sarà stato così.
Stamattina, appena sveglio, sono andato alla cosa con mente più calma (e questa è una cosa appresa negli anni: far passare una notte aiuta a non prendere di petto i fatti) . E ricordando, ho avuto un episodio di VISIONE PROFONDA e di LIBERAZIONE DELLA MENTE. Ho ricordato che ieri sera cercavo di conciliare i due aspetti della discussione pensando ‘avremo ragione entrambi?’ ma ho visto subito, intuitivamente, che era una visione limitata del problema. I due punti di vista, espressione didue ego autocostruitisi diversamente durante la vita (karma) , avevano entrambi buone frecce al loro arco, quindi HO VISTO che non si trattava di dire ‘io ho ragione e l’altro no’ e che anche ‘avremo una parte di ragione entrambi’ era insufficiente e NON AVEVA UN CRITERIO DI VERITA’ . E allora ho visto che, in ultima analisi, entrambi i punti, con le loro reciproche verità parziali, erano però vuoti di una verità ultima, assoluta, indipendente. Ho percepito con ironia e gratitudine l’episodio di ieri sera come VACUITA’, assenza di sostanza di verità vera! Ho avuto, intuitivamente, una visione profonda sulla natura della realtà, dove NIENTE HA VALORE ASSOLUTO e l’unica verità assoluta è che NON ESISTE UNA VERITA’ ASSOLUTA. Sì, è stato davvero uno squarcio di VISIONE PROFONDA, ho visto l’universo e la sua vuotezza. Mi è venuta una gioia ironica e felice: l’altra persona l’ho considerata IL MIO MAESTRO perché mi ha portato a VEDERE. Che cosa poi? Che l’attaccamento ai punti di vista porta sofferenza, offuscamento ed è un ostacolo alla liberazione. Che poi è il messaggio del Buddha e di Nagarjuna.
Ecco, si può definire questa come una visione trans-mondana. A volte, in passato, ho parlato di realtà ultima. La realtà ultima è che non esiste realtà ultima. Viviamo sulle sabbie mobili della mente. Ma allora, poiché viviamo nel mondo, con i suoi problemi, che atteggiamento possiamo avere? Che decisioni possiamo prendere? La risposta è: quelle che ci sentiamo di prendere, sapendo però, vedendo che provengono dai nostri condizionamenti, da come ci siamo costruiti nel tempo. Sapendo che esse sono condizionate e avvelenate dalle nostre predisposizioni, che sono sempre, sempre, espressioni di un ego che vuole affermarsi. La visione profonda, la liberazione della mente porta anche a considerare queste nostre risposte al mondo con compassione. Siamo solo dei miserelli alle prese con problemi di una realtà complicata e insondabile se non a una visione profonda e liberatrice. Liberatrice perché sapremo che ogni nostra decisione, punto di vista, giudizio, credenza, pure nella sua necessità (il mondo sempre ci richiede queste cose) non avrà una capacità assoluta di essere vero e veritiero, sarà relativo e in ultima analisi un’espressione dell’ego.
domenica 6 dicembre 2020
MICIDIALE MISTICISMO MADHYAMIKA
C’è una meditazione micidiale che vi voglio proporre. Perché micidiale? Perché distrugge ogni cosa sul suo cammino. Perché misticismo? Perché porta a una condizione pulita della mente, ripulendola da ogni ciarpame ‘spirituale’ . Come una scopa o , se vogliamo, un aspirapolvere impazzito che elimina ogni cosa che trova, indifferente al suo contenuto. Pulire la stanza, renderla luminosa. E’ questo lo scopo di questa meditazione. I buddhisti accorti potranno obiettare che non c’è nessuna stanza reale, ma qui abbiamo a che fare con una pratica soteriologica, una metodologia di liberazione.
Cominciamo con una breve pratica di ‘metta / maitri’ (benevolenza) rivolta a noi stessi. Ci auguriamo ‘salute, felicità, liberazione’ perché abbiamo qualche merito, quello di una ricerca spirituale (che non è da tutti, in effetti) . Subito dopo però cambiamo registro. C’è un altro mantra che occorre ripeterci con una certa continuità: ‘Senza scopo, senza direzione’ . Perché senza scopo: Perché ogni scopo, anche quello più spirituale, è una proiezione dell’ego. Dobbiamo dunque osservare la nostra mente alla luce della potente e bruciante lampada del ‘senza scopo’ . E, se siamo accorti, alla luce di questa lampada ci accorgeremo che ogni forma di ‘spiritualità’ è alla ricerca di qualcosa. L’ego vuole ‘prendere / afferrare’ qualcosa, sia pure la cosa più spirituale. E’ chiaro che questo è un primo passo distruttivo verso la nostra posizione di partenza: salute, felicità, liberazione perché abbiamo una ricerca spirituale. Beh, questi sono i paradossi del misticismo. Si parte da qualcosa per poi distruggerlo. Ancor peggio, da distruggere è ogni ricerca di Dio, del Paradiso, dell’assoluto, ogni nostra credenza, la santa messa, la madonna o che altro. Che siano tutte proiezioni dell’ego si vede dallo sgomento di una ‘santa’ vivente, sgomenta perché Dio non le parla. Perché Dio non parla al suo ego, spirituale quanto si voglia. E’ lo sgomento di tanti mistici cristiani del passato e della loro ‘notte oscura’. Ci sarebbe molto da dire su questo, ma…
Dunque esaminiamo ogni cosa che si presenta alla mente, sia contingente, sia ‘spirituale’ , alla luce del ‘senza-scopo’ . Potremo verificare, se lo vogliamo e se abbiamo l’onestà di farlo realmente, come la nostra ‘spiritualità’ sia solo un sottile tentativo dell’ego di affermarsi in qualche maniera. ‘Senza scopo’ ripulisce la stanza (una metafora, ovviamente) da ogni ciarpame che vi si è accumulato fin da quando i nostri genitori ci hanno inculcato (insieme alla Chiesa, alla scuola e al mondo) delle credenze o da quando, per ribellione, siamo andati a cercare qualche esotismo, compreso il buddhismo, soprattutto certi tipi di buddhismo. E mentre ripuliamo la mente da tutti i ciarpami, credenze e liturgie, completiamo l’opera con l’altra frase: ‘Senza direzione’ . Se facciamo pulizia e non c’è più nulla da afferrare, non c’è più niente verso cui dirigersi. Alè! C’è solo il Qui e Ora!
E’
ovvio che qui c’è un’altra contraddizione. Vogliamo raggiungere lo scopo di non
avere scopo. In fondo è una pratica di auto-distruzione. Però la contraddizione
resta, non riusciamo a superarla. Non riusciamo a raggiungere questo risultato.
Entra allora in scena la terza osservazione: ‘SENZA RISULTATO’ . Non
conseguendo nessun risultato, la mente non può afferrare e si crea spazio,
spaziosità, si consegue una (momentanea) liberazione della mente, una cetovimutti
. C’è però ancora una traccia del sé, che ha ottenuto il risultato di nessun
risultato. Possiamo allora passare a una quarta proposizione: Non cercare
nemmeno il risultato di nessun-risultato. Si torna alla vita normale con
un’altra qualità. Si arriva cioè a vedere l’assenza di confine tra la vita
ordinaria, il samsara, e il Nirvana : “Whatever is the limit of Nirvaana, that is the limit of cyclic
existence.
There is not even the slightest difference between them, or even the
subtlest thing" (Nagarjuna, Mulamadhyamakakarika 25 ) . E’ lo sguardo sul
mondo che è cambiato!
Altri testi in: CETOVIMUTTI / LIBERAZIONE DELLA MENTE (MADHYAMIKA MEDITAZIONE) su Facebook: https://www.facebook.com/groups/794670207342186/
Oppure
sul blog http://cetovimutti.blogspot.it/
Meditazione ogni sabato a S. Andrea di Compito, viadella Torre n. 9, dalle ore 15,30 alle 16,10. La partecipazione è libera e gratuita. Tel. 388 44 63 325
lunedì 9 settembre 2019
sabato 13 luglio 2019
domenica 6 gennaio 2019
Durante i ritiri che faccio all’inizio di ogni anno mi accadono sempre delle esperienze. Quest’anno l’esperienza può essere definita IL SILENZIO DELLE COSE. Come qualcuno saprà, la ‘parola d’ordine’ a cui doveva essere improntato questo ritiro era ‘LE COSE COME SONO’ . Questa parola d’ordine ha due vantaggi: è il fine, la visione finale della meditazione e nello stesso tempo è il mezzo con cui giungere a questa visione. Essa implica una pratica pregressa di consapevolezza (sati ) che permetta di riconoscere istantaneamente i vari stati mentali che si presentano. Quando questi stati mentali sorgono, si sa che sono dovuti a CAUSE e CONDIZIONI. C’è sempre, insomma, un motivo per cui sono sorti. Banale ma profondo. Le ‘cose come sono’ è appunto vedere il sorgere di questi stati mentali, comprendere che sono originati da cause e condizioni (questo avviene in un lampo) e accettarli senza dare giudizi e senza reprimerli. La mente è fatta apposta per pensare! Nell’insieme è come dire: ‘Questa è la mia attuale fotografia mentale’ . Si può dare un giudizio su una foto (non su ciò che è ritratto, ma sulla foto stessa) ? No, l’accetti, è solo la foto di un momento. In quel momento tu eri così e se sorridevi o eri arrabbiato era perché vi erano cause e condizioni per questo. Questo lo sai, quindi non ti arrabbi o gioisci per il ‘supporto’ ‘foto’ (pensiamo soprattutto a un supporto cartaceo) . Ne prendi atto.
Ecco, arrivare alla visione delle ‘cose come sono’ , è proprio questo, arrivare a vedere senza appiccicarvi sopra un giudizio mentale, positivo o negativo. E’ come il famoso discorso della tazza che qualcuno vede mezza piena e qualcuno mezza vuota (GIUDIZIO) . La tazza è semplicemente piena a metà (VISIONE CORRETTA non inquinata dal giudizio) .
Bene, stamani, nel mio contatto con ‘le cose come sono’ , ho percepito il loro silenzio. Cioè, non mi dicevano niente. C’era un po’ di delusione, come a dire: ‘Tutto qui? Tutto qui, le cose come sono?’
Contro questo silenzio si sono urtati molti mistici o ‘santi’ . Specialmente i cristiani si aspettano sempre, nella loro ingenua fede, che il loro dio, definito ‘personale’ o almeno un angelo, venga lì e davvero gli parli. Tutti delusi: Teresa d’Avila, San Giovanni della Croce, Teresa di Calcutta… Cito quest’ultima in particolare in quanto contemporanea e cito il suo sgomento per non aver mai sentito Dio parlarle…
Bene, io ho fatto, in meditazione, questa riflessione: ‘Ma non sarà una pretesa del mio ego che le cose mi parlino, che le cose abbiano un senso?’ . L’ego, il sé, vuole sempre arricchirsi, vuole praticare per ‘afferrare’ (nelle religioni teiste con la preghiera, con cui si vuole quasi sempre afferrare qcs, se non altro un contatto con Dio, Allah, Jhavè) . Se non divento meraviglioso, se non acquisisco qualche alone particolare, a che scopo darmi tanto da fare?
E se invece non vi fosse nulla da conquistare? E se ‘le cose come sono’ fossero appunto silenziose, non dicessero niente?! E se la voglia di trovare un significato nelle cose non fosse altro che il costante bisogno di appropriazione e proiezione dell’ego?
In effetti, questo è! Le cose sono oggettivamente come la tazza di cui sopra. Silenziose. Questo è tutto quello che possiamo verificare. Tutto il resto è inquinato dalla nostra propensione e dai nostri desideri (anche ‘spirituali’) che appioppano etichette su ciò che semplicemente è.
E’ questa consapevolezza che ha illuminato la mia mente e mi ha portato all’assorbimento meditativo del primo Dhyana / Jhana. Quando la mente è concentrata piacevolmente, sviluppa piti ‘delizia’ che si sviluppa a sua volta in passaddhi ‘calma’ che ancora si sviluppa nel samadhi , l’assorbimento meditativo. La mente passa in automatico ad osservare se stessa, a notare i livelli di cambiamento che avvengono in se stessa. Buddha significa Risvegliato, risvegliato alle cose come sono e non a come l’ego vorrebbe che fossero.
CENTRO DI MEDITAZIONE SAMATHA-VIPASSANA, S. Andrea di Compito - Lucca. OGNI SABATO ORE 15,30. Tel. 0583977051; e-mail: asiaticus@tele2.it
"Whatever is the limit of Nirvaana
that is the limit of cyclic existence.
There is not even
the slightest difference between them,
or even the subtlest thing"
"The Pacification of all objectification
and the pacification of illusion:
no dharma was taught by the Buddha
at any time, in any place, to any person"
(Nagarjuna, Mulamadhyamakakarika 25)
Altri testi in: CETOVIMUTTI / LIBERAZIONE DELLA MENTE (MADHYAMIKA MEDITAZIONE) su Facebook: https://www.facebook.com/groups/794670207342186/
Oppure sul blog http://cetovimutti.blogspot.it/
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lunedì 13 agosto 2018
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CHIUNQUE E’ BENVENUTO
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